Cure palliative: Sintomi

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Compressione maligna del midollo spinale

 

St. Margaret's Somerset Hospice, Taunton, U.K.

 

 

 

 

Etiologia

Dovuta ad un crollo vertebrale metastatico o alla diffusione della malattia neoplastica a livello extradurale. Incidenza alta in tumori che più frequentemente danno metastasi ossee (carcinoma della mammella, del polmone, della prostata, della tiroide e nel mieloma). 

Anamnesi

• Circa il 90% dei pazienti si presenta con dolore alla colonna vertebrale. Può anche essere l’unico sintomo, è quindi importante effettuare una valutazione diagnostica accurata e tempestiva, soprattutto se il paziente lamenta un aumento del dolore (dolore aggravato con i colpi di tosse, sforzi, starnuti o esacerbato dalla posizione supina).

• Rigidità o tensione degli arti inferiori (Kikuchi et al: “Spine”, febbraio 1996)
• Sensazione di camminare sull’ovatta
• Difficoltà nel salire le scale
• Astenia gli arti inferiori
• Parestesie (formicolii, intorpidimento a livello cutaneo)
• Difficoltà nella minzione
• Ritenzione urinaria
• Stipsi 

La visita

• Maggior sensibilità ossea alla percussione lungo la colonna vertebrale
• Aumento dei riflessi e del tono muscolare
• Riflessi plantari aumentati
• Deficit sensitivo (anche se il livello non è sempre valutabile)
• Ritenzione urinaria (globo vescicale)           )        sintomi
• Diminuzione del tono sfinteriale (anale)      )        tardivi 

Trattamento 

Un trattamento tempestivo è inderogabile se si vuol mantenere intatta la funzione sensitivo-motoria.

Nel caso di sospetta compressione del midollo:

• Incominciare con somministrazione di Desametazone 8 mg. due volte al giorno (per via ev, im od orale)
• Richiedere una risonanza magnetica urgente dell’intera colonna vertebrale, perché la compressione può presentarsi a diversi livelli (possibili diverse localizzazioni metastatiche)
• Riferire ad un oncologo per consigli sul trattamento (radioterapia, chirurgiaàlaminectomia decompressiva, chemioterapia) 

Prognosi

In seguito alla radioterapia, il 70% dei pazienti che erano in grado di camminare mantengono quell’abilità. Nel caso di un paziente divenuto paraplegico solo il 5% riprenderà la funzione.

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