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La disfagia nel paziente neoplastico
Morritti M., Valori V.M., Nanni L.,Di Maggio G., Di Micco C., Romano M.P.
La difficoltà alla deglutizione è un sintomo riferito dal 25-30% dei pazienti e deve essere ben distinto dall’odinofagia, deglutizione dolorosa.
La deglutizione si compone di 3 fasi: buccale (passaggio del bolo al retrobocca), faringea (inizio volontario del riflesso di deglutizione) ed esofagea (riflesso involontario, peristaltico). La disfagia può essere determinata da due meccanismi fondamentali:
• ostruzione meccanica
• deficit neuromuscolare
Nelle forme ostruttive in relazione a neoplasie intraluminali, parietali od estrinseche si osserva all’inizio disfagia per i solidi ed in seguito ai liquidi.
Le forme neurologiche da invasione perineurale, del basicranio o da disfunzione neuromuscolare si caratterizzano per la contemporanea insorgenza della disfagia per i liquidi ed i solidi.
Inoltre, altre cause possono essere di natura iatrogena: i farmaci anticolinergici, le benzodiazepine,i FANS, gli antiblastici, gli esiti chirurgici o post-attinici; od infettive, come la candidosi esofagea, gastrica o intestinale (nel 50% dei pazienti è interessato anche il cavo orale)
Trattamento: nelle forme ostruttive possono considerarsi varie opzioni: l’impianto di protesi esofagee, la fotocoagulazione laser, la radioterapia e l’uso di corticosteroidi (es: Urbasom 8-20 mg/die).
Nelle forme iatrogene si riduce la dose o si sospende il farmacoresponsabile; nelle forme indotte dalla radioterapia o chemioterapia si somministra sucralfato gel (es. Gastrogel 1 bust x 3/die); antimicotici sistemici nella candidosi.
In rapporto a cause ostruttive, quando è presente un rischio di polmonite ab ingestis (inalazione del materiale deglutito) o vi sia la necessità di un maggior apporto nutrizionale deve essere presa in considerazione un’alimentazione alternativa alla via orale: entrale (gastrostomia o sondino naso-gastrico) o parenterale.
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